
figoo!!
sarò anche stato l'ultimo a saperlo ma per me è proprio una novità!!! sul sito della nike c'è la possibilità di acquistare e personalizzare le proprie scarpe!! It's incredibile!!
Io le mie le sceglierei così...


a pensarci... io che faccio pubblicità alla nike... non ho mai indossato nè comprato scarpe di questa marca!
Dammi passione
anche se il mondo non ci vuole bene,
anche se siamo stretti da catene
e carne da crocifissione
Presto noi sogneremo
distesi al sole di mille primavere
senza il ricordo di questa prigione,
di un tempo lontano ormai.
Abbracciami e non lasciarmi qui
lontano da te
abbracciami e fammi illudere
che importa se questo è il momento in cui tutto comincia e finisce
giuriamo per sempre però
siamo in un soffio di vento che già se ne va
C’erano le parole
c’erano stelle che ho smesso di contare
perso nei giorni senza una ragione,
nei viaggi senza ritornare.
Ora tu non spiegare
tanto lo sento
dove vuoi il dolore
quando la notte griderà il mio nome
nessuno ricorderà
Abbracciami e non lasciarmi qui
lontano da te
abbracciami e fammi illudere
che importa se questo è il momento in cui tutto comincia e finisce
giuriamo per sempre però
siamo in un soffio di vento che già se ne va..
Siamo in un soffio di vento che già se ne va

...per dire che...
da qualche parte sono.


Capita anche a voi di "sentire" in certi giorni...quei giorni...che i decibel non sono mai abbastanza?


“… Quando torno in classe Wanda è ferma davanti a un cartellone che trascrive su un block notes le parole di una filastrocca. Prende distrattamente il bicchierino del caffé. Fa un sorso. Accende una Memphis Blue. Prova a eseguire il balletto suggerito. Jump down, turn around, pick a bale of cotton, oh Lordy, pick a bale a day. Salta Si accovaccia. Schioccale ditta. Gira su se stessa. Io resto a bocca aperta. E’ davvero Liv Tyler. A poterlo fare, accompagnerei quella pantomima con un giro di blues sulla chitarra elettrica distortissima. Poi lascerei la Gibson penzolarmi dalla cintura, sulla schiena, fermerei la pupa per un polso, la bacerei, le slegherei il laccetto dei pantaloni, lei con due gesti semplici li lancerebbe sul pavimento, poi la farei stendere sui banchetti dei bambini e scoperemmo con le sue gambe chilometriche a incorniciarmi la faccia – ma la Gibson, no, non puoi far ballare sulla schiena una chitarra così con il rischio che si sfracelli per terra, la Gibson me la toglierei e la riporrei ordinatamente….”
